Estote parati, vi ricordate? Tenetevi pronti, allenate tutte le competenze strategiche per essere già attivi e abili nel fare la cosa giusta nel momento giusto.

In questo periodo della nostra vita la nostra mente è affollata da emergenze tutte importanti, tutte legittime, l’emergenza sanitaria e quella economica in primis.

L’emergenza sanitaria è ancora davanti ai nostri occhi, le immagini dei nostri medici che lavorano 24 su 24 per sconfiggere il Coronavirus rischiando la loro vita, ci emozionano, ci commuovono, sono la priorità assoluta. La psicosi che serpeggia ovunque, con le mascherine esaurite e le file ai supermercati, è un meccanismo tipico del genere umano davanti a un’emergenza sanitaria.

A seguire c’è l’emergenza economica, tutti siamo consapevoli che dopo il Coronavirus arriverà, anzi ha già colpito tutti noi e a livello nazionale ce ne parlano quotidianamente con stime e proiezioni.

L’emergenza economica porterà il paese in recessione e produrrà dei danni gravi tanto quanto l’emergenza sanitaria, il Fondo Monetario Internazionale ha stimato proprio oggi, i danni all’economia globale per il ‘Great Lockdown’: il pil calerà del 3% nel 2020, ovvero 6,3 punti percentuali in meno rispetto a quelle che erano le stime di gennaio.

Salatissimo il prezzo da pagare per l’Italia, che vede il proprio pil crollare del 9,1%.

Di questa seconda emergenza ci preoccupiamo tutti, e a preoccuparsi maggiormente sono i liberi professionisti, gli imprenditori e i loro manager, ma nessuno di loro ancora parla dell’emergenza delle competenze, In pochi oggi la vedono e quelli che la percepiscono tendono a posticiparla.

E’ giusto che sia l’economia il primo punto da tenere sotto controllo.

Ma quando arriverà l’emergenza psicologica saremo davvero tutti sulla stessa barca?

Tutto dipenderà dagli strumenti e dalle risorse psicologiche che oggi usiamo per affrontare questa realtà, risorse interne ed esterne, se avevamo modi già squilibrati e faticosi di gestire le persone questa sofferenza potrebbe venire a galla.

Non si può scegliere tra la salute delle persone e quella dell’economia: senza la prima non può esistere la seconda, le aziende devono salvaguardarsi, iniziando col prendersi cura dei propri collaboratori e dipendenti, per favorire l’atteggiamento mentale e ripristinare uno stato di benessere in una situazione traumatica.

Personalità, abitudini, risorse e non ultima la disponibilità economica sono elementi che influenzeranno il benessere mentale prossimo venturo, emotivamente, usciremo da questa quarantena diversi da prima, e non siamo certi che sarà un cambiamento positivo per tutti.

Mentre nelle prime settimane di pandemia la paura sembrava aver fatto da imbuto alle vecchie modalità di gestire i problemi personali, quasi sospendendo tutti in una bolla, ora che la tensione sta calando e vengono a galla le sofferenze della mente

Ma davvero quando questo sarà finito e l’emergenza sanitaria sarà passata, torneremo al lavoro con i nostri collaboratori come se nulla fosse successo?

Veramente torneremo alla scrivania, in sala fitness, o in cabina a lavorare, dopo due mesi di look down totale come se non fosse cambiato nulla?

Dopo 3 mesi di stop forzato non possiamo tornare alla normalità, il cambiamento che stiamo vivendo a causa della pandemia, è solo l’anticamera di uno sconvolgimento, molto più radicale, delle nostre abitudini, avremo una nuova normalità, che non avrà nulla a che fare con quella precedente.

Molti di noi saranno diversi, per alcuni addirittura niente sarà più come prima e forse dovremo rinunciare anche ad un po’ di privacy. In questa pausa stiamo sviluppando nuovi comportamenti, i valori di ieri non sono più il nostro presente, prendiamo decisioni a livello lavorativo e non solo, anche a livello relazionale, qualcuno come dice Stefano Zecchi scopre che la moglie “è la fata che non si aspettava”, mentre qualcuno decide di lasciarla.

Ci sarà un ritorno brutale alla realtà.

Come farà la tua azienda a fronteggiare la recessione se i tuoi uomini sono depressi, distrutti psicologicamente da questi 3 mesi, se saranno trasformati?

Occorre capire ora quali sono i comportamenti da adottare per mitigarne gli effetti negativi.

É necessario mettere al centro l’emergenza competenze, oggi abbiamo il dovere di capire le realtà dei nostri collaboratori e, agire per rinforzare le soft skills, per rinforzare le loro competenze psicologiche e lavorare per far emergere i talenti nascosti per far emergere la leadership naturale, è questo il momento per individuare quali tra i nostri collaboratori avranno maggiori difficoltà.

É ora di uscire dalla bolla mentale della crisi economica e di prendere una decisione, più tardi inizieremo, tanto più difficile sarà recuperare la situazione e più complesso e costoso sarà far ripartire la macchina aziendale.

Le aziende vincenti si distinguono dalle altre per la loro capacità di evolversi e cambiare strategia in concomitanza con le mutazioni dei mercati e del mondo circostante.

Ma una delle cose più complicate per gli esseri umani è proprio il cambiamento che genera sempre e comunque una resistenza, e questo è vero anche per le aziende, forse ancor più che per le persone.

Le due tecnologie psicologiche più potenti sono il “dialogo strategico” e il “problem solving strategico” come validato dagli oltre 25.000 casi di successo della Scuola del Prof. Giorgio Nardone specializzata in SCIENZA DELLE PERFORMANCE che approfondiremo nel Corso Train The Trainer di martedì 28 aprile per prepararci al Master dei Master 2020.